SAMAROLI GLEN GRANT 1993

SAMAROLI GLEN GRANT 1993

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GLEN GRANT 1993


L'avere a che fare con questo whisky non può che derivare dal fatto che uno è tra i 234 - sì, lo ripeto - i 234 fortunati che entreranno in possesso di un tesoro così raro. Siamo costretti a sottolineare questo punto: e siamo un po' contenti di farlo. Siamo di fronte a uno di quei pochissimi casi in cui anche il magnate più ricco del mondo che volesse possederne uno ma non abbia avuto l'accortezza di provvedere a farlo potrebbe rimanere senza.

Intanto però provate ad immaginare una Signora in abito da sera. Questa è una notte di mezza estate in un luogo sconosciuto e non sei nemmeno sicuro di come sei arrivato qui. Lo senti subito: ti trovi nel più elegante dei misteri, stai attraversando quell'attimo fuggente che non dimenticherai mai. Ed è proprio questa Signora che genera in noi il desiderio, ma soprattutto il sottile timore che una cosa troppo bella possa provocarci, soprattutto se per troppo tempo abbiamo perseguito tale obiettivo.

Come accade per chi è impegnato nella ricerca ascetica dell'illuminazione per tutta la vita; proprio come Dante di fronte al Paradiso; Cristoforo Colombo affacciato su un nuovo mondo…tutto sembra così diverso, così grande, così perfetto.

Semplicemente devastante al naso. Essere un whisky semplicemente non è sufficiente. Ci sono anche profumi antichi legati a quelle soffitte che non si aprono mai, e lentamente vecchi scrigni pieni di segreti svelano indizi di frutti maturi, di stive piene di delizie che dal Bosforo salperanno dirette a Venezia

In bocca abbiamo miele e oro, in un equilibrio raro. Zero acidità, un aspetto poliedrico, un tocco salino, tanta dolcezza e amarezza contemporaneamente. Ciò che il naso intuiva si trasforma ora in una realtà solida e ben definita. Benvenuti in qualcosa che è più grande, forse più grande di noi stessi!

…Noi pochi, noi pochi felici, noi banda di fratelli…

William Shakespeare, Enrico V, Atto IV Scena iii(3) 18–67.